ANATOCISMO INTERESSI ANATOCISTICI
 

Ancora oggi tantissime aziende sconoscono di avere nei propri archivi dei veri tesori.
(Prof. Ignazio Maria De Luca)

Anatocismo commissioni di massimo scoperto interessi ultralegali….cosa fare? 

Potreste iniziare inviando questa > lettera  considerando però che nessun istituto di credito ha mai risarcito un solo euro a seguito di una lettera.

Ed allora?

Riteniamo sia meglio chiedere un parere preventivo (il nostro è gratuito) per valutare se è per Voi conveniente avviare il recupero o se è meglio lasciare perdere. Se è conveniente dovrà essere effettuata una perizia sulla documentazione sugli estratti conti scalari e mensili in Vostro possesso.

Se non li avete?

Potete richiederli alla banca con questa >lettera

Da considerare:

ai sensi dell'art. 119 del d.lgs 385/93 "Il cliente, colui che gli succede a qualunque titolo e colui che subentra nell'amministrazione dei suoi beni hanno ha diritto di ottenere, a proprie spese, entro un congruo termine e comunque non oltre novanta giorni, copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni." In merito il garante per la privacy si e' pronunciato sull'obbligo di consegna, da parte delle banche, della documentazione contenente i dati personali sostenendo che la copia di tale documentazione deve essere fornita in maniera gratuita. (un interessante recente provvedimento in merito > quì )

In pratica:

l'istituto di credito, in virtù dell'articolo 119 del TUB, può chiedere il pagamento delle spese, ma, queste diventano illegittime quando il cliente esercita il diritto all'accesso ai propri dati personali di cui la banca è in possesso. Pertanto l’istituto di credito deve (dovrebbe) mettere a disposizione tali documenti richiedendo un contributo massimo di 20 Euro.

Da questo momento in poi dovete affidarvi ad uno studio legale specializzato nella materia, rischiereste di perdere tempo e soldi.

Se desiderate potete affidarvi ad un esperto avvocato con noi convenzionato  (anche in patrocinio con il Vostro di fiducia), che verrà retribuito soltanto quando la Banca avrà liquidato l’importo.

In breve: Sono coinvolti tutti i conti che abbiano presentato saldi passivi. - Si ha diritto al rimborso se il conto è stato chiuso da meno di 10 anni. - Il rimborso può essere preteso a partire dal 1952. -  Per legge la banca è tenuta a conservare la documentazione 10 anni. Pertanto, se non avete la documentazione, la richiesta non può che interessare gli ultimi 10 anni.

Il significativo commento dell’A.B.I.: "Le banche prendono atto della sentenza della Cassazione sulla capitalizzazione degli interessi. Le cause gia' instaurate continueranno a seguire il loro iter e le banche, naturalmente, ne rispetteranno gli esiti." Ciò significa che gli istituti di credito sanno di essere in torto ma preferiscono pagare anche le spese legali e gli interessi soltanto dopo aver perso la causa, comportamento molto conveniente visto che la maggior parte dei piccoli correntisti rinunciano a proseguire con una azione legale.

 

Se desiderate un nostro parere riservato gratuito e non impegnativo scriveteci : consulenza@snomar.it

 



Alcuni interessanti articoli sull'argomento:

Con la riforma del 1996 la legge stabilisce, ogni tre mesi, preventivamente, un limite massimo oggettivo ai tassi (cioè ai corrispettivi), per tutte le operazioni di credito e chi supera questo limite è soggetto a sanzioni sia civili che penali. La Corte di Cassazione (n. 14912/2001) ha stabilito che il controllo se il tasso effettivo di un prestito sia usurario o meno avrebbe dovuto essere svolto d’ufficio, trattandosi di norme di ordine pubblico la cui eventuale violazione va rilevata anche senza che vi sia stata una esplicita richiesta della parte. Ci auguriamo che i magistrati prendano maggiore coscienza del fatto che il sistema bancario, per decenni, ha sottratto ingentissime somme (miliardi di euro) alle imprese ed ai cittadini tramite illeciti trucchi contabili (anatocismi, valute antergate - postergate, interessi ultralegali, commissioni massimo scoperto e spese indebite e/o ingiustificate) che hanno prodotto, nell’immediatezza, gravi pregiudizi economici a danno delle imprese che necessitavano di credito per la loro attività. Se è vero che le banche svolgono una funzione sociale, indispensabile per la crescita economica del Paese, a maggior ragione dovrebbero agire nel rispetto delle Leggi, dovrebbero essere maggiormente monitorate, prese in esame e punite adeguatamente nel caso di irregolarità soprattutto quando si dimostrano usuraie. Il danno creato a un’azienda è un male che si ripercuote sull’intera società, implica la perdita di posti di lavoro e alla fine rientra nei mali oscuri della nostra già precaria economia. 01 dicembre 2009 LR_Cultura. IT www.liberoreporter.it

ANATOCISMO: ASCOLI, BANCA DOVRA' RESTITUIRE 63 MILA EURO Una banca di rilevanza nazionale e' stata condannata dal Tribunale di Ascoli, nella Sezione distaccata di San Benedetto del Tronto, a pagare 63 mila euro ad un costruttore locale, come risarcimento delle somme illecitamente percepite dall'istituto di credito a titolo di interessi anatocistici - interessi calcolati sugli interessi - oltre che di commissioni e spese, negli anni fra il 1999 e il 2000. Lo rende noto l'associazione 'SOS Utenti'. Il costruttore ascolano era assistito nella causa dall'avvocato Emanuele Argento di Pescara, e dal consulente tecnico di parte, Gennaro Bacile, che e' anche il portavoce nazionale di 'SOS Utenti'. (20 ottobre 2009)

L'articolo è stato pubblicato da Repubblica.it


I consumatori e i contratti bancari nulli per legge Nuovo round nella partita tra banche e consumatori. Alcune sentenze degli ultimi mesi sanciscono infatti la nullità dei contratti bancari se sottoscritti solo dal cliente e non anche dalla banca. Come può succedere in alcune stipulazioni per corrispondenza. Il risultato? Per l' avvocato mantovano Roberto Vassalle, che ha seguito le cause, in questo caso «gli istituti di credito devono restituire le somme ricevute dal cliente per gli investimenti finanziari in conto titoli». In altre parole, seguendo il ragionamento del legale, in mancanza della firma della banca il cliente può chiedere all' istituto i soldi versati, dietro restituzione dei titoli in portafoglio: un' opzione vantaggiosa per il consumatore quando gli investimenti sono in perdita. Per Vassalle, già protagonista in passato della prima sentenza sfavorevole alle banche sull' anatocismo, una logica simile vale anche per i contratti di finanziamento, dove «nessun interesse passivo è dovuto». A sostegno delle tesi il legale cita una sentenza del tribunale di Ferrara, datata 6 luglio 2006, dove «si dichiara la nullità del contratto di negoziazione titoli per... difetto della forma scritta ad substantiam». E una sentenza precedente specifica che «la forma scritta ad substantiam richiede un documento con le volontà di entrambe le parti». Le banche, comunque, invitano a approfondire nello specifico ogni singola sentenza prima di procedere a valutazioni generali. (g.str.) Stringa Giovanni Pagina 31 (20 luglio 2006) -

L'articolo è stato pubblicato dal Corriere.it



Siamo a Vostra disposizione per una valutazione o un parere tecnico preliminare  riservato e gratuito.
Nel caso vogliate affidarci il recupero delle somme il nostro lavoro verrà retribuito soltanto quando rientrerete in possesso dei Vostri soldi.
Sarà così anche nostro l'interesse a farvi rimborsare il massimo e velocemente.

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