![]() La Legge italiana difende il cittadino usurato sia in sede penale (Art. 644) che in sede civile azzerando tutti gli interessi pagati se il tasso applicato dalla banca supera il tasso di usura (vedi tabelle >quì*). Prima di avviare una azione contro la banca consigliamo di fare verificare se è stato applicato un tasso usuraio e quantificare l'importo recuperabile. L’esercente un’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o comunque economica, ovvero una libera arte o professione, che risulti persona offesa del reato di usura può accedere al fondo di solidarietà istituito. vedi link> ministero dell'interno Se desiderate una verifica gratuita e senza impegno scriveteci: consulenza@snomar.it Centro di coordinamento nazionale: email info@snomar.it oppure utilizzate questo >FORM I nostri consulenti sono a Vostra completa disposizione in tutta Italia. Alcuni interessanti articoli: Nel reato di usura si conteggia anche il «massimo scoperto» di Giovanni Negri Nella determinazione del tasso di interesse usurario rientra anche la commissione di massimo scoperto. L'apertura arriva dalla corte di cassazione che, con la sentenza n. 12028 della sesta sezione penale, depositata il 26 marzo, ha interpretato in maniera estensiva quanto disposto dall'articolo 644 del codice penale. La norma impone di considerare rilevanti per la determinazione dell'usura «tutti gli oneri che un utente sopporti in connessione con un suo uso del credito». Tra questi, nella lettura della corte, deve rientrare indubbiamente anche la commissione di massimo scoperto, visto che si tratta di una commissione, di un costo legato all'erogazione del credito. Si tratta, infatti, di una commissione che scatta tutte le volte in cui il cliente utilizza lo scoperto di conto corrente e va a compensare l'onere cui l'intermediario finanziario si sottopone nel procurarsi la provvista da mettere a disposizione del cliente. L'interpretazione della cassazione potrebbe aprire la strada a future azioni legali da parte di tutti quei clienti di istituti di credito che si erano visti addebitare tassi ai confini della soglia di usura che non veniva oltrepassata solo per il fatto che la commissione di massimo scoperto non veniva conteggiata tra gli elementi rilevanti. La cassazione spiega che l'interpretazione estensiva è corroborata dalla normativa che successivamente è intervenuta nella materia dei contratti bancari. A questo riguardo, osserva la corte, bisogna richiamare l'articolo 2 bis del decreto legge n. 185 del 2008 che, al comma 1, disciplina le clausole contrattuali che hanno per oggetto la commissione di massimo scoperto ridimensionandone l'operatività. In applicazione di questa normativa, la Banca d'Italia ha diramato nell'agosto del 2009 le nuove istruzioni per la rilevazione dei tassi effettivi globali medi sulla base di quanto richiesto dalla legge sull'usura. Fra le varie voci da comprendere nel calcolo trova posto anche la commissione di massimo scoperto insieme con altri elementi come gli oneri per la messa a disposizione dei fondi, le penali e gli oneri applicati nel caso di passaggio a debito di conti non affidati. Un esito cui Bankitalia è però arrivata solo ora. La sentenza ricorda, infatti, che le istruzioni di vigilanza in vigore fino al secondo trimestre 2009 prevedevano che la commissione di massimo scoperto non entrava nel conteggio del tasso globale, ma veniva rilevata separatamente ed espressa in termini percentuali. Del resto, fin dalla prima rilevazione, successiva alla legge antiusura del 1996, la metodologia di calcolo di Banca d'Italia è stata a fondamento dei decreti con i quali il ministero del tesoro determinava la tabella dei tassi di interesse effettivi globali medi. Per arrivare alla conclusione, la cassazione si è prodotta in un'analisi della natura della commissione di massimo scoperto, precisando che questa voce non rappresenta un interesse in senso tecnico, ma piuttosto un onere posto in relazione allo «scoperto di conto corrente» che trova una giustificazione come parziale compensazione per la minore redditività che la banca subisce, dovendo tenere a disposizione risorse liquide oltre all'affidamento concesso. «Non può escludersi però – chiarisce ancora la cassazione – che tale onere sia collegato all'erogazione del credito, anche se, in qualche modo riflette una patologia dei rapporti bancari che si esprime nello scoperto di conto corrente o nello sconfinamento di fido». Articolo pubbicato su Il Sole 24 Ore il 19 aprile 2010
Cassazione: il massimo scoperto conteggiato nelle soglie anti-usura
ROMA -
Chi è in causa con la banca perché sospetta che negli anni ha pagato tassi da
usura, avrà la strada in discesa.
BARBARA ARDÙ
L'articolo è stato
pubblicato su "Repubblica"
il 18 aprile 2010
alla pagina 25 sezione: ECONOMIA Usura. Non abbiate paura,chiedete il controllo dei saldi dei conti bancari Se vi interessa recuperare gli interessi pagati in eccesso alle banche a causa delle loro “scorrettezze contabili” (Anatocismi, valute antergate/postergate, interessi ultralegali, commissioni massimo scoperto e spese indebite o ingiustificate)o se volete evitare la segnalazione alla centrale rischi, i decreti ingiuntivi, le esecuzioni mobiliari e/o immobiliari, per i saldi passivi (spesso tali solo in apparenza) dei vostri conti correnti bancari, potete richiedere la consulenza tecnica preventiva con l’aiuto di professionisti competenti in materia di usura bancaria Nel caso siate già “perseguitati” dalle banche esigete da avvocati, giudici e consulenti il ricalcolo dei saldi dei conti correnti in modo da consentire, anche al magistrato meno ferrato in materia, di verificare l’esistenza di usura. Alcune Associazioni aiutano anche gli imprenditori ad ottenere la protezione prevista dall’art. 20 della Legge 44/1999, per le vittime dell’usura, compresa quella praticata dal sistema bancario. Chi presenta al Procuratore la denuncia (penale) di aver subito usura, anche nelle ordinarie operazioni di credito (fido in conto corrente, castelletto, mutuo, leasing, ecc…) e la richiesta del finanziamento gratuito ex art. 14 legge 108/1996, ha diritto infatti al rinvio delle scadenze ed alla sospensione delle esecuzioni in corso. Ma che cos’è la consulenza tecnica preventiva (C.T.P.)? Con la c.t.p. ex art. 696-bis c.p.c. non si fa causa alla banca, si chiede semplicemente al Presidente del Tribunale di nominare un consulente tecnico (c.t.u.) che verifichi il saldo contabile delle operazioni di credito, secondo le leggi. Il c.t.u. proporrà alle parti, prima della consegna della perizia, una conciliazione e la banca, anche se non partecipa alla c.t.p., non può procedere esecutivamente o segnalare alla Centrale Rischi chi ha già contestato i suoi conti. Se il c.t.u., rileva l’usura, sarà lui stesso a dover presentare la denuncia penale ai sensi del quarto comma dell'art. 331 c.p.p. Nel corso di questi accertamenti quasi sempre viene rilevata l’usura,ed è molto facile che le posizioni debitorie si invertano e si possano risolvere situazioni drammatiche. Il ricalcolo può avvenire fino a dieci anni dopo la chiusura delle posizioni, anche dopo un’asta immobiliare o un fallimento. Quando l'usura è legale. Tra le questioni più scandalose che investono la nostra società -questioni puntualmente ignorate non solo dai mass media ufficiali, il che non stupisce, ma spesso anche dalla cosiddetta controinformazione, tanto scandalizzata e affacendata in un vuoto quanto sterile moralismo- vi è quella dell'usura bancaria, ossia dei tassi di interesse eccedenti il limite di legge, pretesi dalle banche nei confronti di comuni cittadini, soprattutto piccoli imprenditori e titolari di mutui, che sono costretti quasi sempre a pagare con il sequestro dell'impresa o della casa. Tuttavia qualcosa timidamente sta cambiando. Dal 1997 infatti si può applicare anche al sistema bancario la normativa anti-usura, e nei vari tribunali italiani si leggono infatti sempre più di frequente notizie di indagini e di inchieste verso amministratori, dirigenti e funzionari di banche per interessi sproporzionati applicati a cittadini e imprese. In tutta Italia sono ormai decine gli amministratori e centinaia i funzionari sotto processo per usura esercitata da parte di banche di ogni dimensione, dai colossi nazionali fino alle piccole banche di credito cooperativo e alle finanziarie. Nel solo 2009, da nord a sud sono attivi una ventina di processi contro banche implicate in fallimenti di imprenditori, vittime di tassi spropositati. Ma vi sono anche casi assai più gravi di usura nei confronti di comuni cittadini: dai tassi dei mutui, fino ai prestiti al consumo e all’usura riscontrata addirittura nei conti correnti di semplici commercianti! Ma come è possibile che interessi che eccedono i limiti imposti dalla legge vengano applicati in modo così frequente le denunce che portano ai processi rappresentano soltanto la punta dell'iceberg- spesso senza che qualcuno se ne accorga? In fondo, gli interessi delle banche vengono dichiarati pubblicamente... In realtà, ciò che porta ai tassi usurai non sono i tassi ufficiali ovviamente allineati alla legge ma tutti quei trucchi contabili e di calcolo che, in modo nascosto, portano il tasso effettivo a livelli ben superiori rispetto a quello nominale. Tali trucchi sono stati accertati dai periti del tribunale e dalla guardia di finanza. Essi si basano in primis sulla capitalizzazione indebita degli interessi il cosiddetto anatocismo ma anche sui tempi di acquisizione della valuta, sulle molteplici piccole spese di gestione ecc. Va a finire quindi che i reali interessi pagati sul capitale prestato sono spesso assai maggiori di quelli che il cliente crede di pagare. Nonostante questi stratagemmi spesso siano apertamente illegali (come quasi sempre l'anatocismo) le banche -spesso anche le cosiddette Banche etiche- li hanno sempre utilizzati, agevolate anche dall’assenza di qualsiasi tipo di sanzione, portando l'acquisizione illegale di denaro dei cittadini da parte delle banche -secondo alcune stime- a circa settanta/ottanta miliardi di euro all’anno!! Praticamente almeno un paio di finanziarie, mica bruscolini... È bene sapere che il codice civile prevede che se il tasso complessivo è considerato usuraio e gli interessi non debbono essere pagati, nel caso siano già corrisposti, debbono essere restituiti in toto. Si tratta ovviamente di pura teoria, la realtà è ben diversa... La propaganda verso l’opinione pubblica infatti è molto attiva: l’usura sarebbe possibile solo fuori del sistema legale di credito, mentre le operazioni fatte con loro sarebbero sempre legali. In effetti questo è quello che pensa l'uomo comune, che difficilmente arriva a credere di avere a che fare con un vero e proprio sistema criminale organizzato, che poco si differenzia da quello mafioso... Certamente non si differenzia per la capacità di coinvolgere la magistratura nella difesa dei propri affari: il 90% dei giudici vuoi per complicità, vuoi forse anche per paura- tiene nel cassetto le denunce di usura contro le banche o le archivia, e se si arriva al processo, spesso le banche finiscono per essere assolte anche se colpevoli. Ancora pochi sono i giudici che si impegnano in questa direzione. Vista la gravità sociale e anche l'entità del problema, vogliamo credere di essere solo agli inizi. Massimiliano Viviani 23 Novembre 2009 il giornaledelribelle.com Banche usuraie: risarcito il re delle pipe Repubblica — 15 novembre 2009 pagina 6 sezione: PALERMO IL RE delle pipe ha vinto la sua guerra contro le banche. Riuscendo ad ottenere un pronunciamento che, in Italia, fa da apripista nella crociata intrapresa da molti imprenditori contro i tassi usurari applicati da molti istituti di credito. Come avrebbero fatto, nei confronti di Salvatore Amorelli, il Banco di Sicilia e l' Irfis ora riconosciuti come soggetti usurai da parte del prefetto di Caltanissetta Vincenzo Petrucci che, accogliendo la denuncia dell' imprenditore nisseno, lo ha ammesso ai benefici previsti dalla legge per chi denuncia fenomeni di usura.È la prima volta che questo accade avendo come controparte degli istituti di creditoe non singoli cravattari o organizzazioni criminali. «Sono davvero contento che il mio caso abbia fatto emergere alcuni meccanismi che in Sicilia fungono da grave fattore distorsivo dell' economia legale», è il commento secco dell' imprenditore noto in tutto il mondo per le sue pipe artistiche che ha avuto modo di regalare anche a Papa Giovanni Paolo II e l' ex presidente americano Bill Clinton. Le difficoltà economiche di Amorelli cominciano dieci anni fa quando, per realizzare un' azienda in provincia di Caltanissetta, richiede ed ottiene dal ministero del Tesoro un finanziamento di 2,7 miliardi delle vecchie lire da corrispondersi in tre tranche alla società richiedente, la "Caltanissetta s.c.p.a", a quel tempo soggetto responsabile per il Patto territoriale di Caltanissetta. Avendo avuto approvato il progetto, Salvatore Amorelli accende diversi mutui e riceve la prima tranche del contributo finanziario. Ma nel 2007, la "Caltanissetta s.c.p.a" viene sciolta e le sue competenze passano al segretario generale del Comune di Caltanissetta. Cosa che improvvisamente blocca la seconda e la terza tranche del contributo. Le banche si scatenano: prima le sollecitazioni, poi le richieste di rientro immediato dei fidi concessi, le messe in mora, le azioni legali, i tassi che salgono vertiginosamente. Amorelli, nella primavera scorsa, decide di non piegarsi all' atteggiamento delle banche che ritiene vessatorio e presenta un esposto al prefetto così come prevede la legge, denunciando Banco di Sicilia e Irfis per usura bancaria e altri reati connessi alla mancata erogazione di fondi pubblici già deliberati dallo Stato. E il prefetto Petrucci deve aver ritenuto fondate le sue osservazioni visto che, con decreto, ha deciso di ammettere l' imprenditore a tutte le agevolazioni previste dalla legge 440 in favore delle vittime di usura.E così Amorelli si è visto sospendere le procedure esecutive già avviate contro di lui proprio da quegli istituti di credito che il prefetto ha ritenuto soggetti usurai. Procedure esecutive sospese per un anno, mentre per tre anni sono state prorogate tutte le scadenze degli adempimenti amministrativi connessi. Ovviamente soddisfatto il legale che ha assistito Amorelli nella sua battaglia, l' avvocato Pietro Ivan Maravigna: «È una bella prima vittoria che ci aspettavamo, visto come almeno il superamento del tasso soglia previsto dalla legge sull' usura fosse stato evidenziato da una consulenza specialistica effettuata sui conteggi del Banco di Sicilia, consulenza che ha evidenziato anche responsabilità di altre banche, fra cui l' Irfis, ora al vaglio degli inquirenti». La vicenda ora approda anche all' Assemblea regionale con un' interrogazione urgente presentata dal deputato dell' Mpa Giuseppe Arena che ha chiesto l' invio di un commissario ad acta al Comune di Caltanissetta, ritenendolo in parte responsabile della vicenda per quel che riguarda l' aspetto burocratico. © RIPRODUZIONE RISERVATA - ALESSANDRA ZINITI L'articolo è stato pubblicato da Repubblica.it La nostra pagina principale è: www.snomar.com |
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